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mercoledì 25 ottobre 2017

Ultras, antisemitismo, e ipocrisia.

Gli ultras della Lazio ne combinano un'altra, vestendo per così dire Anna Frank di giallorosso, i colori della Roma, con evidente intento denigratorio nei confronti dei cugini romanisti, indirettamente definiti in tal modo ebrei.
Anzitutto bisogna dare a Lotito la ragione che si merita, pare siano stati segnalati per tale bravata 13 tifosi (attenzione, li definiamo tifosi perché così fan tutti, perché come dice Lotito hanno una passione per la Lazio, a prescindere da cosa siano nella vita, se onesti o disonesti per dire, ma in realtà questi sono dei minchioni, gente che veramente non c'ha un beato cazzo di niente da fare e allora va rompendo i coglioni al prossimo, suburbia della peggior risma; o pariolini, che sembra contraddittorio ma non lo è affatto. Da una parte  abbiamo l'ignoranza della mancanza, dall'altra l'ignoranza dell'abbondanza. L'ignoranza tratto comune.) dicevamo 13, i tifosi laziali sono ovviamente in numero ben più consistente.
Si è scatenato un putiferio di ipocrisia per ricordare chi fosse Anna Frank, qualcuno ha aggiunto Primo Levi, e via cantando.

Ora noi non vogliamo negare la gravità dell'episodio. Vorremmo solo  circoscriverlo pur coscienti che a Roma molti sono gli ignoranti antisemiti, laziali, giallorossi e anche disinteressati al calcio.

Peraltro notiamo che questa gara ipocrita a chi più si espone nella difesa di valori condivisi, mettendo così dietro la lavagna 13 imbecilli, non è prevista versus i veri problemi, le vere cause che producono il ritorno del passato in Europa, pensiamo alla destra in Francia, Austria, Anf in Germania, e così via.

Sì, Leuropa e Leuro.

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