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lunedì 12 ottobre 2015

Governo Renzi - Ministra Giannini

Questa sera dopo tanto tempo faccio da spettatore a un poco di televisione, di quella che credo si definisca generalista. Infatti in genere non la guardo, mi fa schifo e non ho tempo da perdere. Qualche film sul satellite, un poco di sport e poco altro.
Stasera, Striscia la notizia. Servizio a quattro mani tra Abete nel napoletano a raccogliere le lamentele di genitori ai quali la scuola pubblica consegna elenchi di materiale di consumo da acquistare e fornire alla medesima (carta igienica, anzi visto che siamo nel napoletano, igÌenica, così come Ùomo, oppure, indÌani, o ancora uÒvo, salviette umidificate, sapone liquido eccetera eccetera) e Staffelli che cerca di consegnare un tapiro alla ministra della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.
Qualche considerazione in ordine sparso. Le liste di materiale di consumo da fornire alla scuola pubblica sono conoscenza comune di chiunque abbia avuto o abbia figli che la frequentano. Lo sanno tutti. È particolare come alle volte le parole, pur chiare, intellegibili, non riescano a veicolare il pensiero del parlante, o in questo caso dello scrivente. E allora si possono usare artifizi tipo urlare se si parla, condire il discorso con qualche parolaccia, giusto per destare l'attenzione di chi ci ascolta, oppure scrivere in maiuscolo, corrispondente all'urlo del parlante. LO SANNO TUTTI!
Avanti.
Ignoravo chi fosse il ministro dell'Istruzione nell'attuale (mal)governo Renzi; o meglio ne avevo una vaghissima e assolutamente involontaria idea. Però conosco le stupidaggini che si fanno sulla questione di genere in Italia, anche e soprattutto in questo periodo storico che guarda caso vede la sinistra (la sinistra?!?!?) al governo. Infatti la questione della parità è appannaggio della sinistra. Giudico la questione in termini irripetibili, però so che se il ministro è donna allora sarà una ministra come da link sopra riportato. È particolare non tanto che non lo sappia Staffelli, che apostrofa la ministra con un maschile 'ministro', e che non lo sappia Wikipedia, quanto che non lo sappiano al Ministero. Non al Ministero dei trasporti eh, ma al Ministero dell'Istruzione.
D'altro canto quanti di voi leggendo il titolo hanno pensato: 'ma tu guarda questo come scrive. La ministra!'?
Avanti.
Scopro anche che la ministra, dell'Istruzione, non solo ignora quello che come sopra ho detto sanno tutti, ma che anche se qualcuno glielo dice, come fa Staffelli, fa spallucce e risponde altro. Come si dice in italiano? Ah sì, ignorante e arrogante. Non riesce a fare altro che cercare di evitare il confronto, che ripetere in modo cialtronesco e puerile di aver raddoppiato i fondi alla scuola ('primo ministro', perché anche lei ignora di essere una ministra e non un ministro) come se questo bastasse per pavoneggiarsi facendo la ruota, arrivando anche a negare l'evidenza del fatto riportato da Abete.
Che dire?

Complimenti. Ministro.

sabato 10 ottobre 2015

Domande. Retoriche?

A distanza di sei anni ci risiamo. Il dubbio se le rotatorie servano o meno è avanzato da un automobilista aquilano che evidentemente giudica le medesime come inutili, ed è riportato su inabruzzo.com. Questo sembra in prima battuta concordare con l'automobilista, quantomeno imponendo al pezzo una domanda che parrebbe retorica. Ma dopo le parole del concittadino alla guida si avanza qualche dubbio sia sulle capacità di guida dei concittadini medesimi, sia sulla segnaletica predisposta dagli uffici tecnici comunali. Per poi concludere che la colpa del traffico è del traffico medesimo.

Giuseppe Ungaretti

La percezione del tempo è diversa da cultura a cultura e anche da un individuo all'altro; oltre che in differenti situazioni, quelle sgradevoli che sembrano non avere fine al contrario di quelle piacevoli che paiono troppo brevi. Per quanto mi consta, il tempo scorre in modo estremamente veloce. Forse per il fatto che ormai ho una certa età. Fatto è che mi pare che per quanto mi riguarda il tempo sembra essersi contratto, sembra 'durare' di meno. Questo fatto, che ho motivo di ritenere ordinario nella manifestazione descritta, mi conduce a pensare e ripensare le diverse vicissitudini della vita, e a riposizionarle nel sistema valoriale che mi ha fatto da stella polare.
Cercherò di esemplificare con un artifizio che utilizzo normalmente, tiro una 'bomba' in modo da tenere sveglio l'interlocutore. Ho sempre ritenuto di dover rispettare la normativa e non per evitare il castigo, ma perché ho sempre ritenuto riprovevole il commettere atti contrari alla norma positiva (se uccidi ti fai 20 anni di galera, io non uccido non per non andare in galera, ma semplicemente perché penso e sono convinto che non si debba uccidere alcuno). Ebbene il tempo ha parzialmente consentito una rivisitazione di questi miei convincimenti; certamente non nel senso che ora ritengo accettabile contravvenire alle norme morali e giuridiche, ma nel senso che il castigo alle volte o spesso possa considerarsi accettabile. In termini temporali. Venti anni di galera? Passano, e anche velocemente.
Questi pensieri mi sovvengono a leggere le notizie di questo personaggio che in passato è assurto agli onori delle cronache perché scoperto a delinquere. Ha rubato svariati miliardi e per questo è stato condannato. Ad una pena breve, ma pur sempre condannato. Mi ricollego a quello che dicevo sopra. E quand'anche gli avessero dato venti anni? E se anche avesse fatto gli ultimi venti anni in carcere? Cosa sarebbe cambiato? Cosa cambierebbe? Allora: ha rubato diversi miliardi, corruzione, ha fatto o avrebbe potuto fare una vita da nababbo, è stato scoperto e condannato, e ha pagato. Ma fino a quando non è stato scoperto ci ha presi ben bene per il naso. Fuor di metafora, ci ha fregato!
E adesso guardatelo! Il vederlo ridotto a un povero vecchietto, di quelli che nessuno vuole, nemmeno i parenti, tanto da essere costretto in un ospizio abusivo, con difficoltà a deambulare tanto da doversi aiutare con un bastone, forse neanche sufficiente. Non dico che mi fa tenerezza, ma neanche vedo il diavolo.
La vita è breve. Lui ha scelto di delinquere, non condivido ma la scelta è sua. Mi ha fregato? Può darsi. Ma la scelta di non delinquere è mia! E ora? Ora è un povero vecchio, come, speriamo, diverrò anch'io.
La vita è breve...

Ps
Dedicato a chi non mi dà la precedenza quando è mia, ai colleghi di lavoro che tirano a fregarmi, ai prevaricatori, ai disonesti. Prima o poi, se siete fortunati, avrò la fortuna di vedervi come poveri vecchietti. E sarà molto prima di quel che credete!
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie .