Fratelli, amici - pochi -, concittadini, solo concittadini, come si dice in italiano, a indicare gli uomini e le donne residenti all'Aquila, senza quelle merdose ipocrisie di sinistra di indicare il nome collettivo con entrambi i generi, in segno di parità e di rispetto. Ma vaffanculo. Vaffanculo alle ipocrisie tutte e vaffanculo alla sinistra.
Io non ho tempo. E non ho futuro. Sono anziano. E anche la mia città ovviamente amata ed odiata non ha futuro. Non l'ho mai lasciata, se non per brevi periodi o per viaggi, ma mai come in questo momento mi sta stretta. Provinciale, abitata da meschini provinciali, piccoli uomini, uomini cazzo senza ipocrisie, provinciali ignoranti e arroganti.
Io non ho tempo. Avrei voluto mettere alla berlina la ridicola campagna elettorale della Cimoroni, le amenità, sì insomma tutte le cazzate che ha inanellato, quella dei pentastellati, meschini e poveri, quella sottotono di Di Benedetto forse già sicuro della vittoria e chissà che non se la vada a prendere proprio dove fa più male, in saccoccia, quella aggressiva di Biondi, quella patetica di Casapound, quella marginale di Trifuoggi, quella americana di Silveri.
Ma io no ho tempo, e forse neanche voglia.
È stata una non campagna elettorale indirizzata ad un non elettorato di minus habentes. La città muore, muore una città abitata da zombie. Gli aquilani sono morti, ma ancora lo sanno perché ancora nessuno glielo dice.
Spero che ci siano sorprese. E cioè che il pronostico del ballottaggio tra sinistra e destra vada ad infrangersi contro un outsider, forse Cimoroni, che prenderà molti meno voti di quanto si creda, forse Silveri. I pentastellati faranno schifo, Trifuoggi non pervenuto come loro. Casapound stesso livello.
Di Benedetto, Biondi, Cimoroni, Silveri, a voi. E che il cielo ce lo mandi meno peggio.
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