Alla fine ha avuto inizio l'atteso procedimento che vede L'Aquila Calcio per quello che più direttamente ci riguarda ed Ercole Di Nicola tra i più interessati e coinvolti protagonisti. Che più direttamente ci riguarda perché di Di Nicola poco ci interessa a parte il poco che in seguito diremo. Atteso perché dalla penalizzazione che ci verrà inflitta dipende il futuro della squadra, quindi della società, quindi di noi tifosi.
Tutti sappiamo e sapevamo che saremmo stati penalizzati. Tutti ad evidenza tranne la società che secondo il presidente Chiodi non c'entra nulla e secondo l'amministratore delegato Ranucci si trova nel programma tivù Scherzi a parte. Stranamente queste posizioni paiono confliggere con le dichiarazioni a più riprese rilasciate da dipendenti della medesima società, staff tecnico e giocatori. E transeat. Possono non sapere? No. Ergo le dichiarazioni societarie sono fumo negli occhi di città e tifosi.
La richiesta della procura eccede però anche le peggiori previsioni, 32 punti poi ridotti a 31, che vorrebbero dire retrocessione sine illo dubbio et sine spes. Cosa ne pensano i tifosi? Al momento le dichiarazioni scarseggiano. Eccezione illustre è rappresentata dalla presa di posizione del Supporter Trust. Dichiarazione che francamente pare poco logica è molto umoral-sentimentale.
Di altro spessore paiono le considerazioni di Taccia, del quale condividiamo le considerazioni e al quale ci permettiamo di ricordare che tra cani non si mordono. Ma sicuramente Taccia lo sa.
Non ci sentiamo invece di condividere la società attuale, e neppure quella passata che si è riferita a Di Nicola come al know-how necessario per fare calcio. Ecco, ne avremmo fatto volentieri a meno.
Da ultimo registriamo quanto più volte e ovunque riferito. La maggiore società calcistica cittadina (meglio sarebbe dire l'unica, essendo lontane nello spazio e una anche nel tempo le esperienze in serie D di Paganica e Amiternina) si trova ad affrontare il suo quarto campionato consecutivo in terza serie nazionale che è evidentemente un limite invalicabile. Ovviamente saremmo ben lieti di sbagliarci.
Siamo dell'idea che sia un problema non solo di soldi, non solo di capacità, ma anche di prospettive e di mentalità. Ma su questo torneremo successivamente.
Per quanto ci riguarda la società non poteva non non sapere. I dicunt riportano la storia in modo differente. Per noi la penalizzazione è giusta. Diverso è il discorso sulla quantificazione. Come corretto è dire, di nuovo, che qualcuno, anzi più di uno, si sarebbe potuto occupare tempestivamente della società anziché affrettarsi ad esprimere una ovvia solidarietà tanto di facciata quanto stonata. Tra cani...
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