QUESTO BLOG NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITÀ. NON PUÒ PERTANTO CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA LEGGE N. 62 DEL 7.03.2001.

domenica 13 marzo 2022

Disinformazione di Stato

 Qualche giorno fa Emanuela Falcetti, giornalista, spiega nella sua trasmissione su Radio 1 che non parla di politica ma che è antileghista. Prosegue poi parlando di politica dicendosi a favore della cessione di sovranità a favore di altro soggetto, nello specifico quello inventato della UE. 

Passa poi a parlare dei problemi del giorno, nello specifico l'incremento del prezzo dei carburanti da autotrazione. Siccome è giornalista si è prima informata e quindi provvede ad informare noi che in Irlanda hanno tolto o ridotto le accuse sui carburanti stessi. Ci dice che in Italia dette accise assommano a 40 miliardi annui e questo spiegherebbe perché noi non possiamo ridurre le accise [???].


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Gattopardismo livello eccelso. Vuole toglierci sovranità quando le fa comodo, vuole lasciarcela quando le fa comodo per togliere le accise, parla di soldi senza capirci un'acca, insomma poche idee e ben confuse. 

La diminuzione di sovranità peraltro in questo momento è funzionale alla narrazione che la UE dovrebbe entrare in guerra contro la Russia. Cioè non possiamo andare in guerra come Italia ma se fossimo Europa potremmo andare. Insomma vorrei ma non posso. Richiamare gli introiti dalle accise sui carburanti è funzionale alla narrazione che siamo un paese di suonatori di mandolino mafiosi e percettori di reddito di cittadinanza che siccome hanno fatto un debito pubblico gigantesco si devono far governare dallo straniero, e si ritorna al punto precedente.



giovedì 10 marzo 2022

Il nonsense ipocrita per obnubilate menti.

 Il Diritto, con la D maiuscola, lo Ius.

È un insieme di regole di condotta, norme, che riguardano le azioni dei soggetti di una collettività.

Non sono il CT della Nazionale ma Insigne con me non giocherebbe mai, non sono un economista ma l’euro è una fregatura interplanetaria, non sono un giurista ma dalla definizione di Diritto deriva che per avere delle norme devi avere una collettività, e per avere una collettività devi avere dei limiti.

Questi limiti non possono essere la lingua, o il sesso o la statura. Neppure saper giocare a Canasta piuttosto che a Briscola può essere una valida discriminante. Invece il confine geografico, politico, amministrativo è assolutamente utile allo scopo.


Senza confini non esistono norme.Senza i confini non esiste la società umana come la conosciamo ma la barbarie.

 Chi non vuole i confini [?] che tipo di società o di non società vuole? Che cosa fuma, cosa beve, che infanzia ha avuto, che incubi popolano le sue notti, che devianze sessuali manifesta?

In una parola, quanto cazzo è ignorante?

sabato 5 marzo 2022

Elezioni. Ancora.

 Di nuovo in campagna elettorale, sono trascorsi degli anni, una intera consigliatura, ma non è cambiato granché. Percorrere via Sallustio dà la misura di quanto ancora deve essere ricostruito, ingenui concittadini esultano per la ricostruzione di ogni singolo palazzo (è rinato, è rinato…) ma nel 2050 ne staremo ancora parlando, ed anche tanto, quindi sulla ricostruzione nessun cappello per favore, a qualcosa è stato messo mano ma a molte cose no, una per tutte un parcheggio multipiano.

Se il buongiorno si vede dal mattino e la consigliatura dalla campagna elettorale, anche i prossimi 5 anni andranno via senza un nulla di fatto. I programmi infatti anche questa volta sono il convitato di pietra della politica cittadina.

Comunque per quanto possa aver fatto male la destra, la sinistra le sta tentando tutte per perdere di nuovo e ci sono ottime probabilità che riesca in questo autolesionistico obiettivo.

venerdì 10 luglio 2020

Imperfetto indicativo. D’ignoranza.

Non trovavo un film interessante stasera, e neppure una serie, così dopo tanto mi costringo a guardare la7, focus on, programma orientato e senza contraddittorio. Se devi fare propaganda meglio farla bene, si saranno detti.
Stasera presente Bonaccini, la sagra della puttanata va in onda. Cercherò di rendere conto di quelle più grandi ascoltate, perché un resoconto completo risulta essere impossibile tanta e tale è stata la vastità delle lievi imprecisioni che hanno inondato l’etere.
- Bonaccini guadagna poco. Ma comunque è competente. Riguardo la competenza rileviamo che è diplomato allo scientifico, non è dato sapere se lo ha fatto in 5 anni, parla solo italiano, come a breve vedremo ovviamente male, non ha mai lavorato avendo sempre gravitato in incarichi pubblici o di partito. Insomma, tanto competente non parrebbe. Riguardo alla cultura o, visto l’ambiente, la padronanza della lingua, è riuscito nella elencazione di una infinita e fastidiosa serie di apocopi cacofoniche e a sbagliare l’unico imperfetto utilizzato (chiedavamo...ma non gli rispondavamo). Guadagnare poco dicevamo. Poco più di 6 netti al mese. Insomma 120/130 l’anno.
- politicamente auspica l’apertura del partito al civismo per la nascita di un nuovo patto sociale. Per usare parole sue diciamo che l’affermazione si commenta da sola. Prego aprire le finestre. Tutte.
- la sua patetica ricetta per superare la crisi 1. prevede anzitutto prendere subito il Mes per sistemare la sanità. Bene, detto da uno che sta da sempre nel partito che ha chiuso e distrutto la sanità in Italia risulta credibile.
- La sua patetica ricetta per superare la crisi 2. preve poi la semplificazione. Semplice no? Degno di un Bersani d’annata.
- la sua patetica ricetta per superare la crisi 3. prevede infine un colpo da maestro. Dare liquidità alle imprese tramite finanziamenti bancari, apoteosi. La legge del Say fatta economia. Capite, non soldi ai consumatori per aumentare la domanda ma soldi alle imprese per aumentare l’offerta.

Ma il cielo con un dito si è toccato quando hanno difeso Berlinguer.

Ho spento la tivù.

domenica 5 luglio 2020

Parchi naturali, politica, sviluppo economico ecosostenibile ed altri ossimori

Io trasecolo. Sobbalzo, resto esterrefatto, taccio e non mi taccio e non solo perché tacere esiste e si è sempre usato ma perché la questione della riperimetrazione del Parco Sirente Velino non solo mi è ignota se non nelle sue linee principali ma perché soprattutto me ne frego altamente. È una cosa geograficamente vicina all’Aquila ma sostanzialmente distante ed aliena dal capoluogo.
Taccio, dicevo, ma leggo. Non tutto, perché ovviamente tutti hanno una precisa opinione in merito e quindi scrivono tutti qualcosa nel merito. Si creano così due fazioni, i favorevoli ed i contrari. I primi sarebbero i fautori di uno sviluppo economico non ecosostenibile, i distruttori della natura e del mondo, i retrogradi culturali. I secondi gli illuminati, i difensori del futuro dell’umanità, i Verdi o ambientalisti a prescindere.
Dopo aver così lungamente taciuto (tacere, taciuto...) leggo l’ennesimo articolo, intervento, su newstown.it che detto per inciso sta combattendo una battaglia furiosa senza esclusione di colpi dalla parte dei giusti. E non poteva essere altrimenti, visto l’orientamento politico che promana da ogni sillaba di quanto la linea editoriale consente di pubblicare.
Bene, veniamo a sapere che questo Parco, uno dei tanti, (troppi?) del nostro Abruzzo, ha più di 50 anni, e nasceva per lo sviluppo economico e per arrestare lo spopolamento che affliggeva i territori.

O p’la Maiell!

Veniamo anche a sapere che tutti i comuni ricompresi erano favorevoli, a ci sarebbe mancato pure il contrario. La domanda sorge spontanea. Ha il Parco risposto a una delle questioni fondanti, per carità di patria non parliamo di sviluppo economico, ma di spopolamento? La risposta ce la dà De Santis, ed è negativa.
Ma tranquilli, la colpa non è del Parco, ma della ‘...competenza e convinzione del Soggetto Attuatore’.

Ecco, cazzo. Vedete, il Parco è la salvezza la resurrezione la vita, e se in 40 (quaranta!) anni non siete risorti la colpa non è del Parco. Ma del Soggetto Attuatore.

Sono senza parole, motivo per cui dopo aver interrotto un silenzio di quasi due anni tornerò a tacere.
E non a tacermi.

domenica 18 febbraio 2018

Insipienza di alcuni concittadini

Concittadini prestati auspicabilmente in modo temporaneo alla politica. Scimmiottano la politica dei grandi, quindi parlano di fascisti e razzisti. Per loro evidentemente non esistono razze, quindi accusano altri di pensarla in modo differente, appellandoli appunti come razzisti. Puntano però al meticciato, incrocio tra razze. In questo caso le razze esistono.
Quando invece fanno la politica come i piccoli se ne inventano una a ogni piè sospinto. C’è troppo traffico? A qualcuno viene in mente di fare delle strade nuove per smaltire le code di autovetture che intasano le strade esistenti? Bene, ai ‘gegni’ viene in mente di bloccare la costruzione di nuove arterie stradali, perché ‘già c’è troppo traffico’. In fondo, dicono loro, parrebbe che L’Aquila sia una delle città con il rapporto più alto di autovetture rispetto al numero degli abitanti. Già qui qualcosa non torna. Probabilmente ad una persona normale verrebbe da dire che quindi c’è bisogno di più strade. Ma loro no, loro non sono normali. Loro sono extra-normali. Loro sono gegni. Per cui la pensata ‘gegnale’. Diminuiamo le autovetture. Bene. D'accordo. Chi comincia a vendere la sua? Oh, badate bene, non si può vendere ad altri concittadini, altrimenti sarebbe un gioco a somma zero.
Questi gegni non è che considerano per esempio che questo comune è il decimo comune per estensione in Italia. Aspetta, aspetta, la dico altrimenti perché questo è un paese di analfabeti funzionali. In Italia ci sono solo 9 (nove!) comuni più grandi del comune aquilano. Non è che quindi sarà abbastanza normale che ci sono tante autovetture? Certo, io non sono un gegno, però...
Vabbè direte voi, ma d’altro canto chiedono a gran voce il miglioramento del servizio pubblico. Col cavolo! La vocina è flebile, perché vedete, questi sono tutti abitanti del centro, tutti ai Quattro Cantoni vivono. Ovviamente sono tutti scapoli, non hanno una famiglia a cui pensare, mangiano sempre al ristorante, a pranzo e a cena, quindi non hanno bisogno di andare al supermercato per fare provviste, e non hanno figli da portare a scuola.
Tutto considerato sono veramente dei gegni. Sicuramente quelli sbagliati a cui affidare un posto in consiglio comunale.

Processi elettorali

Mi piacerebbe dire qualcosa sulle elezioni incombenti, fare un bilancio dei primi mesi della nuova amministrazione comunale aquilana, parlare dei difetti di questa città, dal parcheggio del Tribunale alla polemica sulla localizzazione del mercato. E invece mi tocca richiamare la vostra attenzione sul funzionamento dei processi elettorali, quando vi viene presentato un programma  basato sul niente e voi abboccate. Salvo poi scontrarsi con la realtà.