È opinione comune che il pubblico dell'Aquila calcio sia diminuito nel corso del tempo in modo importante. Di questo fatto si crucciano gli appassionati che si dividono in due fazioni, quella deterministica che collega il fenomeno ad una generalizzata disaffezione del pubblico al gioco del calcio dovuta a una pluralità di motivi; e quella catastrofistica secondo la quale solo all'Aquila il diluvio mente altrove continuerebbe a splendere il sole caldo ed accecante.
Chiaramente questa opinione comune, cioè il fatto che il pubblico dell'Aquila calcio sia diminuito, deriva da un'altra opinione comune; quella che il pubblico dell'Aquila calcio fosse in passato non solo maggiore, ma che fosse in assoluto numeroso (i dicunt riferiscono di un L'Aquila-Gualdo spareggio per la C con 10.000 spettatori).
Spesso si è avuta nel passato recente l'impressione che il pubblico dichiarato presente allo stadio fosse inferiore a quello effettivamente presente; e questo a prescindere da accrediti e omaggi vari. Era infatti comune ricevere un tagliando di ingresso non elettronico a ridosso dell'inizio della partita che, si potrebbe presumere, avrebbe ben potuto essere escluso dal novero degli spettatori paganti. A prescindere da queste considerazioni, che fanno il paio con i 10.000 spettatori di cui sopra, se vogliamo parlarne bisogna attenersi ai numeri. E quindi di quelli parliamo. Per concludere la nota metodologica rileviamo che non prendiamo in considerazione in questa fase il bacino di utenza. Il fatto che Milano sia più grande di Sassuolo non ci fa ritenere che se a Sassuolo vanno in 10.000 o in 20.000 a Milano debbano essere 250.000 o 500.000. Avremo comunque modo di riparlarne. I dati sono stati reperiti su stadiopostcards.com dove purtroppo non si trova la stagione 2000-2001. Infine e per ovvi motivi vengono considerate le sole stagioni professionistiche o semi.
Possiamo cominciare.
Stagione 2001/2002
3049 spettatori di media, settimo pubblico del girone che vede 3121 spettatori medi a partita. L'Aquila quindi sotto la media del girone preceduta da Taranto, Ascoli, Catania , Avellino, Pescara e Giulianova (3052), ma davanti a Chieti (2449) e Lanciano (2092).
Stagione 2002/2003
La media spettatori per partita rimane sostanzialmente invariata, 3139, ma gli spettatori aquilani diminuiscono di molto, 757 unità, circa il 25%, attestandosi a 2292 per partita quale undice simo pubblico del girone preceduti da Avellino, Sambenedettese, Pescara, Taranto, Martina Franca, Benevento, Crotone, Teramo (2821), Giulianova (2517) e Lanciano (2312). Tra le abruzzesi siamo davanti solo al Chieti (1960).
Stagione 2003/2004
Continua la perdita di presenze per i rossoblù con media partita di 2082 che li colloca al dodicesimo posto del girone, pure in un contesto di marcata diminuzione di spettatori medi per partita pari a 2733, in diminuzione di 406 rispetto all'anno precedente. Davanti a noi Catanzaro, Foggia, Sambenedettese, Crotone, Benevento, Taranto, Martina Franca, Lanciano (2394), Sora (!), Chieti (2261), Teramo (2170). dietro Giulianova (1933).
Stagione 2011/2012
Stagione di C2, 1025 di media a partita che ci consentono di essere il quarto pubblico di un girone che vede 847 persone di media a partita, dietro a Catanzaro, Perugia e Vigor Lamezia e davanti a Celano, Chieti in lotta per la promozione e Giulianova.
Stagione 2012/2013
È la stagione del riscatto che si concluderà con il ritorno in C1. Il pubblico aquilano sarà pari a 897 spettatori per partita con una media del girone pari a 804. Davanti a noi Salernitana e Martina Franca, Dietro di noi Chieti (862) e Teramo (724) che veniva da imperiosa cavalcata, tre promozioni consecutive.
Stagione 2014/2015
Media spettatori aquilani pari a 1611, in un girone che vede 1782 presenti di media a partita. Siamo ottavi in quanto a presenze, dietro a Ascoli, Pisa, Spal, Reggiana, Teramo (2874), Ancona e Lucchese. Considerato che la squadra è stata abbandonata nelle ultime 6 partite in casa, il risultato non è neanche drammatico.
Parrebbe quindi che nell'arco di un quindicennio il pubblico aquilano si sia dimezzato. E questo dicono i numeri che però ci dicono che si è dimezzato il pubblico della categoria. Più specificamente il pubblico medio dell'ultimo anno è pari al 57% del pubblico del 2002; il pubblico aquilano è invece pari al 53%. Se cerchiamo di vedere perché questo sia successo dobbiamo dare alla normativa intervenuta nel periodo il giusto risalto. In passato, particolare la vecchia C1 di inizio millennio, subivamo invasioni da parte di tifoserie vicine, il cui esodo era favorito dal fatto che all'epoca non c'era la tessera del tifoso. Chi frequentava lo stadio ricorda i distinti pieni di pescaresi, sambenedettesi, ascolani, teramani, sorani, avellinesi, beneventani eccetera. Se dovessi dire una partita con tanto pubblico di casa penserei a quella con il Palermo, 5500 paganti, con sole poche centinaia di rosanero. Chi pensa di ricordare diversamente si vada a rivedere i dati delle partite contro le squadre delle tifoserie sopra citate.
Mi sembra cioè evidente che con l'introduzione della tessera del tifoso si è dimezzato il pubblico della Terza serie nazionale. E quindi quello aquilano. Ai duri d'orecchi dirò che se è vero che perugini, ascolani e salernitani continuano a seguire le squadre con numeri importanti, altre tifoserie hanno smesso. Chi non ricorda L'Aquila-Lecce?
Se questo ragionamento è corretto l'emorragia di tifosi rossoblù sarebbe più contenuta di quanto taluno pensi.